Il Progetto
Nel cuore di Porta Romana, un appartamento stravolto da una ristrutturazione anni '80 torna a parlare la lingua dell'architettura. Hannes Peer progetta Casa "O" come un atto di resistenza contro il mediocre: tutto ciò che era superfluo viene rimosso, e al suo posto emerge un involucro neutro, ruotato di 45 gradi rispetto alla struttura originale. Il pavimento in palladiana grigia distende lo spazio verso ogni direzione; gli infissi in betulla moganata introducono il calore del legno; le boiserie si ispirano ai boschi lettoni dell'infanzia dell'architetto. La cucina, realizzata su disegno, combina mobili in ottone spazzolato e piani in marmo Rosso Levanto. Il camino, incassato in muratura di mattoni in cotto crudo da Fornace Bernasconi, diventa fuoco e memoria domestica. I divani Camaleonda di Mario Bellini completano un salotto senza tempo. Restyle Italia ha interpretato questa visione con precisione artigianale.
Materia, luce e memoria si intrecciano in uno spazio costruito con visione architettonica e maestria esecutiva. Il pavimento in palladiana grigia — artigianale, imperfetta, unica — fonda l'appartamento sulla terra; le boiserie ispirate ai boschi lettoni lo aprono a una poetica nordica. La cucina su disegno con ottone spazzolato e marmo Rosso Levanto è il cuore caldo della casa: un oggetto che invita a sostare. Restyle Italia ha realizzato ogni dettaglio con la cura di chi sa che l'architettura si vive, e che ogni millimetro racconta intenzione.
Il concept di Peer — il "falso storico" — è un atto critico: non nostalgia, ma archeologia del presente. Ricostruire i caratteri di un appartamento storico usando materiali e soluzioni contemporanee significa rifiutare la mediocrità del recente e affermare che la qualità costruttiva è un valore senza tempo. In Casa "O" ogni dettaglio — dal cotto crudo del camino ai divani Camaleonda — è scelto per durare: nell'estetica e nel vissuto.
Best of Interior 2022, AD Italia, Elle Decor
“Dopo un giorno, i figli dei proprietari si muovevano come se avessero sempre vissuto qui. È questo, per me, il segno più vero che un progetto ha funzionato.”
Casa “O” — Milano
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