Il Progetto
Un attico romano ridisegna il confine tra architettura, arte e abitare contemporaneo.
Quando Leone visitò per la prima volta l'appartamento, vide qualcosa che altri non riuscivano a vedere: il potenziale di uno spazio da azzerare e reinventare. Affidandolo a Hannes Peer, maestro nel reinterpretare la storia e scolpire la luce, insieme hanno trasformato l'attico in un manifesto architettonico vivente. Le pareti sono state tagliate, ruotate e ammorbidite, in un fluire di geometrie che richiama Borromini; i serramenti sfaccettati lasciano entrare la luce con gesti che ricordano Scarpa.
Gli interni prediligono materiali essenziali e materici: travertino, legni rari come il melo olivato, superfici in bronzo ossidato dalle sfumature verde-blu. Ogni elemento è stato scelto per la sua capacità di dialogare con la luce romana e con il tempo — materiali che invecchiano bene, che acquistano carattere con gli anni, che rendono la casa più bella col passare dei decenni.
Il livello superiore ospita un salotto all'aperto scolpito nel travertino, protetto da pergole di legno e acciaio, affacciato sui tetti di Roma. Casa Manifesto non è solo una casa, ma un esperimento di nostalgia utopica, dove l'architettura diventa ponte tra ideali passati e possibilità future.
“Casa Manifesto non è solo una casa, ma un esperimento di nostalgia utopica, dove l'architettura diventa ponte tra ideali passati e possibilità future.”
Casa Manifesto — Roma
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